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Il Progetto Educativo

INDICE

- L’ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

- FIGURE PROFESSIONALI

-  IL SERVIZIO MENSA

-  RAGGRUPPAMENTO DEI BAMBINI

-  ORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DEGLI SPAZI

-  IL MODELLO PEDAGOGICO

-  L’ESPERIENZA AL NIDO

-  L’INSERIMENTO DEL BAMBINO

-  MODALITA’ E TEMPI DELL’INSERIMENTO

-  LE ROUTINES

-  LA STRUTTURAZIONE DELLA GIORNATA

-  LE ATTIVITA’ PER I BAMBINI

-  LABORATORI ATTIVATI NELL’A.S. 2010/2011

-  IL VALORE DELLE DIFFERENZE

-  LE INIZIATIVE PER LA VALORIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE

-  LE INIZIATIVE A FAVORE DEI BAMBINI IN SITUAZIONI DI HANDICAP

-  LA PARTECOIPAZIONE DELLE FAMIGLIE

-  LA PROGETTAZIONE PEDAGOGICA E LA PROGRAMMAZIONE

-  MONITORAGGIO E AUTOVALUTAZIONE DEL PROGETTO

-  FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO


_________________________

 

L’ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

Calendario di apertura del servizio

Il nido è aperto all’utenza tutto l’anno: da settembre a giugno per le attività didattiche proprie del nido, nei mesi di luglio ed agosto per le attività ludico-ricreative estive. E’ prevista la chiusura nei giorni festivi. Nei giorni prefestivi è possibile un orario ridotto prima del pranzo che verrà tempestivamente comunicato tramite un avviso nell’apposita bacheca. L’asilo nido Coccogrillo, come la maggior parte delle strutture per l’infanzia, mantiene una gestione diretta durante tutto l’anno, compreso il periodo estivo, periodo in cui il maggior numero di operatori usufruisce delle ferie. Per garantire la continuità educativa nella gestione dei servizi, viene assunto del personale straordinario, che incontra gli operatori in ruolo prima dell’inizio del periodo estivo per apprendere le linee essenziali del progetto pedagogico del servizio, nonché per la conoscenza dei bambini.

Orario di funzionamento

Il Nido è aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle 19.00. Per il buon funzionamento del servizio è importante rispettare gli orari di entrata e di uscita.

L’ingresso è previsto dalle 07.30 alle 09.00

La prima uscita è prevista dalle 15.15 alle 15.30

La seconda uscita è prevista dalle 17.30 alle 19.00

Nel periodo estivo, tenuto conto del numero di bambini presenti, gli operatori individueranno soluzioni organizzative diverse, quali ad es. il raggruppamento dei bambini. I bambini  non potranno essere ritirati da estranei. Qualora i genitori non fossero in grado di farlo personalmente, dovranno informare gli educatori al mattino e lasciare in direzione una delega scritta con i relativi riferimenti dell’incaricato per darne l’autorizzazione. La struttura non permetterà che un bambino venga ritirato da un minorenne.

Iscrizioni

Le iscrizioni all’asilo nido avvengono solitamente nel mese di luglio/agosto e gennaio/febbraio.

Inserimenti

Gli inserimenti iniziano a settembre / ottobre (I gruppo) e marzo/aprile (II gruppo). Nel corso dell’anno scolastico, sono possibili i passaggi alle sezioni successive del primo gruppo di bambini inseriti, di conseguenza la sezione rimane omogenea per la maggior parte dell’anno scolastico. Il passaggio da una sezione all’altra è strutturato in modo graduale e sistematico in maniera da garantire l’inserimento positivo nel nuovo gruppo di bambini.  sono previsti in merito, momenti di compresenza strutturati.

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FIGURE PROFESSIONALI

Il nido dispone di personale con qualifiche professionali differenti, ma con il medesimo obiettivo: garantire un servizio di qualità.

Il rapporto di lavoro degli operatori in servizio è regolamentato dai contratti nazionali, da stage e tirocini stipulati con varie scuole di formazione e soci.

Staff educativo

Si intende l’insieme degli operatori che agiscono pur con compiti diversi all’interno del Nido: il coordinamento, gli educatori, i ludotecari, il personale ausiliario, il responsabile amministrativo, la cuoca, i tirocinanti, e tutte le figure professionali specialistiche che collaborano a mantenere una buona qualità del servizio.

Si parte dal presupposto che l’unione dialettica di molteplici competenze come di diverse esperienze costituisce un eccezionale strumento d’arricchimento di ciascuno, pertanto riteniamo fondamentale promuovere la dimensione collegiale del lavoro educativo, la “presa di carico” non solo del proprio lavoro ma anche della complessiva struttura Nido. Il buon funzionamento di tutto lo staff, è per noi un requisito fondamentale per predisporre un ambiente educativo e un progetto formativo che tenga veramente conto dei bisogni/diritti dei bambini unitamente a quelli dei genitori e del contesto territoriale.

Educatori

Hanno competenze relative all’educazione e alla cura dei bambini, alla relazione con le famiglie e svolgono funzioni connesse all’organizzazione e al buon funzionamento di tutto il servizio. Gli educatori insieme al coordinamento devono realizzare la programmazione educativa, definendo le modalità, i tempi e gli strumenti per la messa in atto. Tale programmazione dovrà essere esposta ai genitori nell’incontro d’inizio anno.

Gli educatori dovranno collaborare con il coordinamento per la pianificazione degli inserimenti in modo da renderli agevoli ed efficaci. Nelle riunioni con tutto lo staff è fondamentale che ci sia partecipazione attiva di tutti gli educatori tali da proporre iniziative educative e di esprimere suggerimenti e proposte validi per il miglioramento professionale di tutto il servizio offerto.

In particolare hanno il compito di realizzare tutte le attività con i bambini necessarie all’attuazione del progetto educativo, curando anche l’organizzazione dei tempi e degli spazi interni ed esterni del nido; curare l’alimentazione, l’igiene personale e il riposo di ogni bambino nel rispetto dei suoi ritmi e dei suoi bisogni psicologici e fisiologici; vigilare sulla sua sicurezza; realizzare colloqui individuali e di gruppo con i genitori per discutere temi specifici relativi allo sviluppo e all’educazione dei bambini; collaborare con il pediatra per il controllo dei bambini della propria sezione. Il rapporto numerico educatore bambino non può essere inferiore ad 1/6 per piccoli, medi e grandi. Il rapporto mq coperti e bambino non sarà inferiore ad 1/10.

Responsabile del coordinamento

E’ il referente di tutte le figure professionali che prestano la loro opera all’interno del Asilo Nido. Sono di sua competenza: il contatto istituzionale con gli organismi territoriali; la promozione della continuità educativa; la pianificazione degli orari, dei turni e dei permessi; l’accordo con tutto lo staff della programmazione e delle modalità di attuazione del progetto educativo; la promozione e la gestione sociale; il monitoraggio dell’attività formativa del servizio offerto; la capacità di mantenere elevati gli standard di qualità del servizio in termini di efficacia ed efficienza; la vigilanza sul funzionamento del servizio attuando provvedimenti anche disciplinari necessari per risolvere eventuali disfunzioni; la proposta dell’aggiornamento professionale e della formazione del personale; la promozione di attività volte a diffondere e ad affermare la cultura dell’attenzione per l’infanzia; la supervisione dell’attività degli educatori fornendo loro feedback e sostegno; la definizione, in accordo con i genitori e gli educatori, delle modalità di inserimento dei singoli bambini seguendone il processo; il coordinamento della propria attività con i competenti servizi delle AA.SS.LL per l’integrazione dei bambini in situazioni difficili.

Responsabile dell’ Amministrazione

A lui è demandato il controllo della gestione amministrativa della struttura.

Responsabile della sicurezza

A lui è demandato il controllo della sicurezza degli ambienti e delle attrezzature della scuola

Responsabile del primo soccorso

Questa figura ha il compito di provvedere alle  misure di primo soccorso della scuola e assumere le mansioni esplicitate nel D.Lgs 81/08 e nel documento valutazioni rischi dell’azienda.

Personale di cucina

Incaricato alla preparazione dei pasti, è qualificato e formato ai sensi della legge N.155 sistema di autocontrollo HACCP.

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IL SERVIZIO MENSA

Il servizio di ristorazione ha acquisito in questi anni sempre maggiore importanza sia per l’alto numero di bambini che oggi consuma il pranzo a scuola e nelle istituzioni educative, sia per la complessità e la molteplicità degli aspetti che la ristorazione coinvolge. Il servizio mensa costituisce un fenomeno complesso nel quale la necessità di garantire la qualità igienica e nutrizionale del prodotto si intreccia con aspetti di carattere economico ed organizzativo ed assume importanti risvolti educativi.

L’obiettivo principale della refezione scolastica è quello di fornire un’alimentazione equilibrata, capace di favorire un adeguato sviluppo psicofisico dei bambini attraverso la proposta a tavola dei “nostri” cibi, variandoli, alternandoli e consumandoli in proporzione alle necessità determinate da variabili quali il sesso, la corporazione e l’età.

Le tabelle dietetiche vengono verificate con incontri periodici con gli addetti pediatri della casa madre e rispettando le leggi e le indicazioni scientifiche più aggiornate:

D.l.gs. 115/97 “attuazione delle direttive 93/43/CEE e 96/3/ CE concernente l’igiene dei prodotti alimentari” –HACCP

L.A.R.N. (Livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti per la popolazione italiana) a cura della Società Italiana di Nutrizione Umana

Tabelle di composizione degli alimenti e le Linee guida per una sana alimentazione italiana, a cura dell’Istituto Nazionale della Nutrizione.

Le tabelle dietetiche sono compilate valutando inoltre gli indici di gradimento dei piatti proposti, le abitudini alimentari dei bambini e le combinazioni diverse secondo le stagioni, accanto ai suggerimenti del personale della cucina e degli assistenti che operano a diretto contatto con i fruitori del pasto.

Rilevante attenzione è data anche al sistema di controllo dei livelli igienico-sanitari che sono eseguiti attraverso il manuale di autocontrollo elaborato con l’aiuto professionale della Dott.ssa Caratelli.

E’ previsto un menù invernale e un menù estivo che possono essere richiesti dalle famiglie e comunque visionabili direttamente alla bacheca della scuola.

Variazioni della tabella dietetica

Sono consentite solo nei casi di allergie documentate da allergologi che ne attestino l’esistenza. La richiesta di variazione del menù deve essere presentata dal genitore alle responsabili del servizio, le quali si preoccuperanno di fornire l’adeguata documentazione alla cucina. Gli alimenti alternativi da consumare nel menù del nido sono a carico della famiglia.

E’ possibile intervenire con variazioni al menù anche in caso di osservanze religiose che richiedano di non consumare alcuni alimenti, presentando dichiarazione scritta da parte del genitore.

RAGGRUPPAMENTO DEI BAMBINI

Il nido Coccogrillo accoglie 58 bambini suddivisi in quattro gruppi-sezione che si tende a mantenere omogenei per età:

- sezione delle ranocchie ballerine dai 3 ai 14 mesi

- sezione polipetti marini dai 14 ai 24 mesi

- sezione folletti birichini dai 24 ai 36 mesi

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ORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DEGLI SPAZI

La strutturazione dello spazio e la disposizione degli arredi è un elemento fondamentale del Progetto educativo: attraverso la cura degli ambienti si trasmette un messaggio di serenità e di accoglienza ai bambini e ai genitori, attraverso la personalizzazione degli ambienti si accoglie l’individualità dei bambini e se ne rinforza l’identità, attraverso la loro differenziazione se ne orienta l’attività e se ne favorisce la comunicazione e lo scambio sociale e cognitivo.

Prendersi cura dei bambini piccoli significa costruire una buona relazione con loro, saperli osservare, rispondere alle loro esigenze, contenerli emozionalmente e quindi saper creare per loro un ambiente accogliente, ricettivo, che favorisce la loro crescita e nello stesso tempo li rassicuri e stimoli la loro creatività.

Tale organizzazione obbedirà a quelle che sono le caratteristiche peculiari alle diverse fasce di età in relazione alle distinte specificità bio-psicologiche. Nell’organizzare gli spazi occorre tenere ben presenti i bisogni dei bambini come il bisogno di sicurezza e di riconoscimento, di esplorazione e di scoperta, bisogni forti nell’età del nido. Se si pensa alla sicurezza, per esempio, significa offrire al bambino la possibilità di trovare il rispetto per la propria identità all’interno di una situazione collettiva.

Pertanto occorre non solo rendere gli spazi familiari, ma prevedere spazi personalizzati che rendano leggibile l’appartenenza ad un ambiente: un armadietto, uno spazio dove riporre gli oggetti personali, simboli e foto che connotano gli spazi personali…il tutto per creare quell’atmosfera che contribuisce a far star bene emozionalmente in quel luogo.

Per questo è importante predisporre in modo “pensato” l’ambiente e fornire i materiali più vari per arricchire il ventaglio di esperienze utili alla crescita dei bambini e allo stesso tempo porsi in situazione di mediatrici tra il bambino e la realtà che lo circonda, tale da aiutarlo ad esprimere emozioni e sentimenti e a vivere serenamente le sue esperienze con l’ambiente e con gli altri.

Lo spazio-sezione si differenzia a seconda dell’età dei bambini che accoglie, nel senso che viene strutturato facendo attenzione alle caratteristiche evolutive dei bambini: le competenze acquisite, le autonomie raggiunte…Tuttavia è possibile intravedere all’interno di ogni sezione alcune costanti, ad esempio sono mantenute fisse le zone destinate a quei momenti che necessitano di ritualità (accoglienza e canzoncine, angoli strutturati per le attività, angolo gioco libero), per consentire al bambino di costruire il proprio orientamento nello spazio e nel tempo.

Gli spazi comuni

Ingresso: è uno spazio comune, il primo spazio che il genitore insieme al bambino attraversa entrando al nido. Rappresenta una “finestra aperta” sul lavoro quotidiano, e parte del progetto educativo si esplicita tramite la documentazione fotografica della vita del nido e le informazioni che la regolamentano (regolamento sanitario, tabella dietetica, orari e calendario del servizio, programmazione settimanale, schede di osservazione quotidiana, spazio degli avvisi) le quali sono opportunamente inserite in pannelli espositori permettendo a chiunque entri al nido di orientarsi e di trovare messaggi sul valore di ciò che accade nel servizio.

L’ingresso è arredato con una comoda poltroncina arancione dove i genitori possono sostare comodamente per attendere il proprio bambino, dispone inoltre di uno spazio/appoggio aperto in cui i genitori possono ricevere informazioni sul servizio. Durante il periodo dell’inserimento i genitori possono sostare in questo spazio nel momento della loro permanenza in struttura, pertanto viene preparato e allestito in modo tale da favorire la conversazione tra i presenti, ai quali vengono messi a disposizione anche riviste e materiali di documentazione del nido.

Salone: è un ambiente ampio, spazioso e ampiamente illuminato. E’ lo spazio dove sono presenti gli armadietti personali, dove ci si cambia le scarpine per indossare quelle dell’asilo. Qui vengono inoltre organizzati momenti di intersezione secondo turni, modalità e piani di lavoro concordati collettivamente all’inizio dell’anno scolastico. Il salone è allestito con una piscina di plastica colorata colma di palline, tunnel e percorso psicomotorio. La disposizione delle strutture viene variata a seconda delle esigenze e delle esperienze che si intendono proporre ai bambini, facilitando il realizzarsi di percorsi motori.

La presenza nel salone di grandi strutture volte a sostenere l’esplorazione motoria dei bambini, si concilia con la presenza di piccoli angoli in cui i bambini possono fare giochi più tranquilli in base al gruppo sezione che usufruisce di questo spazio. Il salone viene anche utilizzato per i momenti di festa (festa del Natale e del Carnevale) con i bambini. E’ inoltre presente l’angolo della drammatizzazione con un grande teatro dei burattini.

Dal salone si accede alle sezioni, ai bagnetti dei bambini ed alla medicheria.

Nella stagione estiva lo spazio a disposizione si estende con l’uso del giardino, che al nido Coccogrillo è attrezzato con strutture differenziate a seconda dell’età dei bambini a cui vengono destinate. IMPORTANTE RICORDARE CHE IL GIARDINO È ANTISISMICO. La possibilità di fruire di uno spazio esterno è fondamentale per i bambini poiché le esperienze all’aperto favoriscono molteplici occasioni di crescita sollecitando esperienze sensoriali ed emozionali. All’esterno si possono creare situazioni di gioco diverse: giochi con l’acqua nelle vaschette, travasi con vari recipienti, attività manuali strutturate…

Inoltre il giardino consente una maggiore libertà di movimento e la possibilità di esplorare elementi naturali come la sabbia, la terra, appositamente collocate nelle vaschette. Dal salone si accede direttamente alle sezioni, ai due bagnetti dell’asilo, di cui uno è appositamente attrezzato per il cambio dei pannolini attraverso un fasciatolo, due armadietti in cui vengono riposti gli oggetti personali che il bambino lascia per il cambio (pannolini, cremina, sapone liquido), e degli spazi vicino le due grandi vasche in cui vengono riposti gli spazzolini da denti, i dentifrici e gli asciugamani personali. Il salone fa anche da comunicazione con lo spazio dedicato al riposo dei bambini, attrezzato con armadi personali in cui vengono contenuti i lenzuolini e le copertine, questo spazio è oscurato attraverso due grandi tende blu ed è reso allo stesso tempo molto accogliente grazie alla presenza di arredi che richiamano il dolce momento del sonno (carillon, stelline che pendono dal soffitto, luna, angioletti , peluche grandi e morbidi da stringere e coccolare.

Spazi sezione

Rappresentano il riferimento spaziale primario, quello cioè all’interno del quale si strutturano le relazioni principali tra bambini e tra adulti e bambini. Le sezioni previste sono tre e sono omogenee per età e per la specificità dei bisogni. Tuttavia l’omogeneità delle sezioni non esclude, ma anzi richiede, l’opportunità di prevedere in momenti educativi programmati, la formazione di gruppi eterogenei, che s’incontrino per attività precise o anche solo per il piacere di stare assieme.

- sezione ranocchiette canterine : considerata l’età dei bambini che accoglie (3-14 mesi), è destrutturato dal punto di vista degli arredi e solitamente viene organizzato sia con angoli morbidi (tappetini, cuscini, piscina di palline piccola), in cui il bambino sperimenta le proprie capacità motorie e può rotolarsi e muoversi liberamente, socializzare, gattonare, sia con spazi più contenuti (tane) più rassicuranti per il bambino. Ogni bambino ha un proprio armadietto personalizzato con il proprio nome in cui viene riposta la borsa con il cambio e gli effetti personali che il bambino porta al nido. Lo spazio-sezione prevede un “angolo morbido” caratterizzato da un materassino ignifugo colorato, dei cuscinoni grandi di vari colori e forme e uno specchio acrilico fissato alla parete, e l’angolo primi passi-prime esplorazioni per seguirli nel processo di crescita e conoscenza dell’ambiente, nonchè l’angolo dei materiali di uso comune (cestino dei tesori). Tra i materiali messi a disposizione nella sezione “ranocchietta canterine” è possibile trovare pupazzi di gomma sonori, sonagli facilmente maneggiabili, animali, libricini morbidi, giochi da spingere o trainare per favorire e sostenere la deambulazione. La sezione è dotata anche di due tavolini circolari appositamente studiati per il momento del pranzo, i quali garantiscono una migliore visualizzazione tra i bambini e tra adulto e bambini. sono inoltre presenti tre comodi lettini che possono essere utilizzati quando un bimbo si addormenta “fuori orario”. Le pareti della stanza sono in parte colorate con le “scenografie”, in parte piastrellate per garantire l’igiene degli spazi destinati al cambio del pannolino. La sezione dispone di una grande finestra fornita di zanzariera. Questa sezione è messa in comunicazione diretta con lo spazio per il riposo attrezzato con materassini e con un grande armadio in cui vengono sistemati lenzuolini e copertine dei bambini e con lo spazio destinato al cambio e alle cure igieniche dei bambini attrezzato con un fasciatoio, una vasca e uno spazio per i pannolini.

- sezione polipetti marini: Tenendo conto della crescita e dell’evoluzione dei bambini, presenti in sezione gli arredi verranno modificati introducendo più tavoli e più sedie dato che anche i bambini più piccoli passeranno dal seggiolone alla sedia. Prevede diversi angoli suddivisi in base alle esperienze maggiormente vicine al vissuto del bambino. Per dare modo ai bambini di fare esperienze legate allo sviluppo simbolico verrà allestito l’angolo della cucina con tegamini, piattini, bicchieri, tavolino con seggioline e bambole. L’angolo della psicomotricità è costituito da un percorso di tunnel e tende….). Sono,inoltre, presenti alcuni tavolini destinati alle attività grafico pittoriche, un angolo morbido costituito da un divanetto e diversi cuscini da assemblare in vario modo e su cui giocare con i pupazzi di peluche. L’angolo delle costruzioni. Angolo dei giochi da trasporto e giochi “morbidosi”. Il bagno destinato a questa sezione è arredato con un fasciatoio, due ampie vasche e tre waterini a misura di bambino, vi sono alcuni spazi riservati agli oggetti personali del bambino(pannolini, cremina) altri destinati a contenere gli accessori per l’igiene e la cura personale (creme, saponi, spazzolini, dentifrici, asciugamani). La stanza per il riposo (ninne) è arredata con un armadio per i lenzuolini e le copertine. Le educatrici a turno rimangono nella stanza durante il sonno dei bambini. La sezione è ben illuminata grazie alla presenza di una parete completamente vetrata, comprensiva di uscita di sicurezza.

- sezione folletti birichini: la sezione è formata da un ambiente di ampie dimensioni, ben illuminato e arieggiato grazie alla presenza di una parete completamente vetrata e comprensiva di uscita di sicurezza, accoglie bambini di età omogenea ( dai 24 ai 36 mesi). Si contraddistingue dalle altre sezioni per una maggiore strutturazione dello spazio. L’angolo morbido verrà tolto a seguito della crescita dei bambini, l’angolo che viene introdotto è “l’angolo della parola”, in cui i bambini si ritrovano nella routine quotidiana per consumare la colazione, per cantare e mimare canzoncine, per ballare, ascoltare una fiaba, giocare con la voce, con il corpo, drammatizzare una storia.

Un ulteriore spazio strutturato è rappresentato dall’ “angolo della casa” in cui il bambino può valorizzare la sua curiosità individuale e nello stesso tempo ritrovarsi con un piccolo gruppo di coetanei. L’angolo della casa, con la cucina, i tegami, piatti, bicchieri e cucchiai consente al bambino un continuo arricchimento di esperienze legate allo sviluppo simbolico.

Un ulteriore spazio strutturato è rappresentato dall’angolo dei travestimenti, costituito da un grande appendiabiti riccamente fornito di vestiti, borse, foulard, cappellini…. Che permette ai bambini di “fare finta che ….” e di socializzare nel piccolo gruppo. Presente inoltre l’angolo lettura, fornito di diversi libri illustrati e non.

All’interno della sezione, sono inoltre presenti svariati materiali messi a disposizione dei bambini: in cesti, sacche e secchielli colorati possono trovare costruzioni di vario tipo, forma e colore, piste ed automobiline, puzzle, animaletti in plastica, giochi ad incastro e peluche e altre varietà di giochi da utilizzare su tappeti o ai tavolini. Dalla sezione, come per la sezione dei polipetti marini, si accede direttamente nel giardino della scuola, interamente recintato e reso sicuro grazie alla presenza di una fitta rete.

Altri spazi

Medicheria. Stanza con annesso servizio destinato al pediatra

Cucina spazio riservato alla cuoca da non precludere ai bambini poiché la preparazione del pasto rappresenta un momento di quotidianità e può venire usata nel corso di progetti specifici.

Spogliatoio e bagno del personale

Bagno disabili.

Spazi routines

Spazi cura della persona: comprendono sia bagnetti (per i più grandi) sia una stanza dedicata al cambio del pannolino (per i più piccoli).

Spazio accoglienza: è fondamentale in quanto è il primo ambiente che il bambino incontra dopo l’allontanamento dalla sicurezza della propria casa, è il contesto nel quale si compie il delicato rituale del passaggio da un adulto all’altro (dal genitore all’educatore).

Spazio ninne: sono ambienti riservati e destinati al riposo pomeridiano caratterizzati da immagini piacevoli e rassicuranti con lettini individuali e personalizzati rispetto alle abitudini del bambino.

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IL MODELLO PEDAGOGICO

Il progetto che intendiamo realizzare è un servizio educativo per bambini sino a 3 anni d’età, che affianchi la famiglia condividendo con essa le responsabilità di cura e di benessere dei piccoli, un progetto orientato secondo i ritmi e le esigenze di ciascun bambino teso a favorire il dialogo costante tra educatori e genitori per accompagnare il naturale processo di crescita di ogni bambino in armonia con i valori educativi espressi dalla famiglia.

La metodologia di intervento alla base del nostro progetto è rivolta ad affrontare parallelamente tre punti cardine: il rapporto educatore – bambini, il rapporto tra bambini, il rapporto bambino con se stesso.

A tal fine la metodologia che utilizzeremo sarà:

sperimentale tesa a conoscere, ripensare e mettere a punto percorsi educativi a misura dei bambino costantemente rivolta verso la ricerca e la revisione dei propri assunti, delle proprie strategie e dei propri risultati in relazione al confronto costruttivo con la complessità dei propri oggetti;

aperta al proprio interno che faccia quindi riferimento da un lato alla tradizione più illustre degli studiosi dell’educazione e della psicologia del bambino da 0 a 30 mesi, dall’altro ai bambini reali, alla professionalità e capacità progettuale degli operatori, ma anche al contributo educativo di altre istituzioni, famiglie, enti locali, associazioni, gruppi organizzati;

progettuale in quanto tesa a realizzare, ripensare e mettere a punto percorsi educativi a misura dei bambini impegnata a valorizzare le risorse del singolo bambino per favorire il suo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale.

La metodologia di intervento così concepita ci consentirà di:

sviluppare interventi educativi all’interno di adeguati spazi e tempi;

sviluppare interventi educativi che attivino e facilitino la comunicazione, la collaborazione e l’arricchimento personale nel piccolo-medio-grande gruppo, a coppie e a livello individuale;

sviluppare interventi educativi in un clima di gruppo rassicurante e disteso;

improntare attività sociali, affettive, cognitive ed espressive con materiali strutturati e non, con giochi precostituiti e liberi;

Le finalità e la progettazione del programma educativo riguarda lo sviluppo delle conoscenze specifiche in riferimento ai diversi ambiti del fare e dell’agire appartenenti alle Aree Generali di Sviluppo relative all’Asilo Nido e corrispondenti alle Aree d’ Intervento che seguono:

Area linguistica: favorire l’acquisizione di una competenza linguistica e comunicativa promuovendo tutti gli aspetti del linguaggio.

Area logica: incoraggiare lo sviluppo di abilità di tipo cognitivo associato alla capacità di riconoscere i riferimenti dello spazio (su, giù, sotto, sopra), delle forme e dei colori.

Area scientifica: favorire l’attitudine a saper osservare fatti e fenomeni dell’ambiente circostante potenziando la spinta ad esplorare, sperimentare, scoprire e capire.

Area psicomotoria: promuovere la presa di coscienza del valore del proprio corpo e della sua motricità.

Area psico-sociale: promuovere l’identità personale, stimolare l’autonomia in riferimento alle routines e all’ambiente; sviluppare le relazioni interpersonali con gli altri bambini e con gli adulti le relazioni e con l’ambiente.

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L’ESPERIENZA AL NIDO

Nei primissimi anni di vita avvengono numerose conquiste e lo sviluppo è estremamente differenziato e variabile da bambino a bambino. Le grosse conquiste di questi anni fanno riferimento allo sviluppo sociale e affettivo, all’acquisizione di competenze relative alla comunicazione, alla motricità, all’esplorazione, alla conoscenza senso-percettiva.

Le esperienze che il bambino vive al nido fanno riferimento all’instaurarsi di relazioni significative a livello affettivo tra bambino e adulti e tra bambino e coetanei: al movimento, allo sviluppo senso-percettivo, al gioco, alla comunicazione verbale e non verbale.

Allo scopo di fare proposte adeguate alle esigenze specifiche delle diverse età, i bambini che frequentano il Nido vengono divisi in tre gruppi: lattanti-piccoli  (sotto un anno),  semidivezzi -medi (fino a due anni), divezzi -grandi (fino a tre anni).

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L’INSERIMENTO DEL BAMBINO

E’ un momento delicato della vita del bambino in quanto comporta sia un’esperienza di separazione dai genitori, sia l’ingresso in un ambiente nuovo, con spazi, oggetti, materiali non usuali. E’ importante che il genitore rimanga nella struttura insieme al proprio figlio per alcuni giorni, affinché l’inserimento sia graduale e gli vengano evitati stati di eccessiva tensione. Prima dell’inserimento ci saranno dei colloqui individuali tra i genitori e la psicologa del nido finalizzati ad un duplice obiettivo: avviare un rapporto di conoscenza e fiducia reciproca tra struttura e famiglia favorendo il passaggio di informazioni sulle abitudini del bambino. E’ molto importante che il colloquio si tenga in un ambiente accogliente dove lo scambio tra famiglia e asilo possa avvenire in tranquillità e senza interruzione. Durante il colloquio verranno affrontati diversi aspetti che, a partire dal vissuto della gravidanza, esplorano le principali tappe dello sviluppo psicofisico e affettivo del bambino in relazione al sistema familiare. Tutte queste informazioni verranno annotate sul Quaderno dell’inserimento che diventerà uno strumento valido per monitorare, successivamente, l’andamento dell’esperienza del bambino al nido. Il quaderno dell’inserimento viene fatto leggere all’operatore di riferimento al fine di acquisire informazioni utili nel pensare predisporre un’accoglienza adeguata.

Nella fase dell’inserimento è del tutto comprensibile e “normale” che i genitori avvertano dubbi, diffidenze nei confronti di persone e di un ambiente che ancora non conoscono appieno.

Ci può essere il timore che i bisogni del proprio bimbo non vengano capiti e che le risposte ad essi non siano sufficientemente sollecite, può essere presente anche un certo senso di colpa che può coinvolgere soprattutto le mamme che affidano ad altri i propri figli ancora molto piccoli.

Un atteggiamento empatico e attento al vissuto del genitore,  agevolerà quest’ultimo nel sentire la disponibilità di quel servizio a voler accogliere le eventuali ansie e diffidenze che possono insorgere.

Ci vogliono tempo e pazienza da parte delle famiglie e delle educatrici per conoscersi reciprocamente, l’esperienza concreta aiuta a far capire ai genitori che l’educatrice non è una persona che si sostituisce ad essi ma si mette al loro fianco offrendo un sostegno nei compiti di cura ed educazione del bambino, integrando il ruolo genitoriale che rimane “unico e insostituibile”.

Il genitore deve essere il primo a sentirsi pronto nel separarsi dal bambino affiche lui possa accettare questa esperienza. Per questo viene richiesto a quest’ultimo di essere presente in classe per i primi giorni al fine di aiutare il piccolo a conoscere l’ambiente, le educatrici, i compagni.

La separazione dovrà essere graduale procederà sulla base delle reazioni del bambino.

Il momento del saluto non dovrà essere troppo lungo: una volta salutato e consegnato nelle braccia dell’educatrice, il genitore dovrà andarsene.

Se sarà lui ad essere insicuro anche il bimbo lo sarà. Se il genitore avrà fiducia gliela saprà trasmettere e lo incoraggerà cosicché il bambino diventerà intraprendente e accetterà anche con curiosità ed entusiasmo la nuova situazione. Il bambino accetterà più  serenamente il nido se il genitore sarà realmente convinto della decisione presa e sarà sereno con sé stesso.

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MODALITA’ E TEMPI DELL’INSERIMENTO

La modalità di ambientamento può essere effettuata per piccoli gruppi insieme ai loro genitori, o individualmente (un bambino con il genitore).

La durata dell’inserimento non può essere fissata in partenza, varia a seconda della reazione del bambino alla nuova situazione ed al tempo che gli occorre per conoscere i nuovi spazi, accettare i nuovi giochi, socializzare con i nuovi compagni ed “attaccarsi” ai nuovi adulti.

Talvolta, può essere necessario anche “fare qualche passo indietro”, rallentando i tempi previsti, poichè la fretta di concludere l’ambientamento e lasciare il bambino per tempi lunghi all’asilo nido, può compromettere la positiva accettazione della nuova esperienza.

Descrizione dettagliata dei tempi di un inserimento “tipo”.

Ogni processo d’inserimento è da adattarsi alle caratteristiche del singolo bambino.

 

Prima settimana

Primo giorno

È dedicato al colloquio con i genitori. Questo primo approccio non dovrà prolungarsi perché nel frattempo il bimbo sarà lasciato libero di esplorare l’ambiente per cominciare a familiarizzare; non dovrà avere il tempo di stancarsi affinché ancora incuriosito, possa tornare volentieri il giorno dopo. Già da questo primo incontro il bimbo avrà modo di assistere ad un clima positivo di cordialità fra educatrici e genitori.

Secondo giorno

Il bimbo si sofferma per quindici – venti minuti in classe con l’educatrice di riferimento e gli altri bimbi, insieme alla sua mamma.

Il bambino avrà cosi la sicurezza data dalla presenza del genitore e la possibilità di rapportarsi con educatrice e i suoi coetanei.

Al contrario del primo giorno, l’attenzione dell’educatrice sarà rivolta principalmente a lui e, dopo aver osservato i suo atteggiamenti, adotterà la modalità di inserimento più adatta alle sue  caratteristiche.

Terzo giorno

A seconda di come è stata la reazione del bambino o della bambina il giorno precedente quindi solo se lo si ritiene opportuno, si procederà al primo allontanamento dall’aula per circa 15 minuti. L’attenzione dell’educatrice è sempre rivolta esclusivamente al Piccolo.

Quarto giorno

Il bambino o la bambina resterà senza la presenza del genitore per un periodo più lungo: circa mezz’ora.

Quinto giorno

Dopo l’osservazione che ha caratterizzato i giorni precedenti, l’educatrice dovrebbe essere in grado di consolare il bambino nei momenti di ansia dovuti al distacco. La riuscita o meno di questo proposito permette di valutare se è il caso di allungare l’orario della permanenza.

Seconda settimana

Sesto giorno

Il sesto giorno coincide con l’inizio della settimana. Dopo il weekend trascorso a casa con i genitori, il bimbo dovrà riambientarsi a questa nuova esperienza e ritrovare l’equilibrio raggiunto l’ultimo giorno della settimana precedente mantenendo, quindi, i tempi già vissuti durante il quinto giorno.

Settimo giorno

Il bimbo ha ormai trovato dei punti di riferimento e ha incominciato ad instaurare un rapporto affettivo con le educatrici che diventerà sempre più stabile nel tempo.

Si chiede al genitore di cominciare la regolarità e la costanza dell’arrivo in struttura prevista dalla routine dell’accoglienza.

Ottavo giorno

Dopo aver assistito ad un graduale ambientamento, conseguente alle reazioni di rifiuto e di disagio che possono caratterizzare il momento del distacco mattutino, si può prevedere di far partecipare il bambino al pranzo. È importante che il primo pranzo in struttura sia seguito anche dal genitore, il quale può fornici dettagli specifici relativi alle abitudini del bimbo rispetto a questo momento.

Nono giorno

Se l’ambientamento ha seguito un andamento regolare, il bimbo potrà affrontare il momento del sonno. È importante che la prima ninna in struttura sia seguita anche dal genitore, il quale può fornici dettagli specifici relativi alle abitudini del bimbo rispetto a questo momento.

Decimo giorno

A questo punto il piccolo potrà affrontare l’intero orario del nido (part-time o full- time).

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LE ROUTINES

La giornata tipo dell’asilo nido è scandita da momenti di attività strutturata, momenti di gioco libero e dalle routine. Per routine si intende:

l’accoglienza al mattino e il ricongiungimento pomeridiano, il cambio, il pasto e il sonno.

1. L’accoglienza e il ricongiungimento

Al nido parlare delle routine di entrata e di uscita significa parlare del “lasciarsi” e del “ritrovarsi”.

L’ingresso è un momento particolarmente importante, in quanto separarsi non è facile. Pertanto per facilitare questo momento vengono attivate particolari strategie:

strutturazione delle routine di entrata e di uscita,

ritrovarsi sempre nello stesso spazio (arredi – giochi)

ritrovare un gruppo di bambini riconoscibili

ritrovare un rituale, una modalità che dia la possibilità al bambino di prevedere quello che accadrà

ritrovare uno spazio ben strutturato dalle educatrici nel quale il bambino verrà accolto

2. Il cambio

il momento del cambio è considerato un momento privilegiato che permette a bambino ed adulto di sviluppare un rapporto di reciprocità. Rappresenta un’occasione di scambio e condivisione molto intima: il bambino si affida all’educatrice che dovrà ricambiare la sua fiducia relazionandosi a lui con cura e dedizione. il legame che si istaura tra educatrice e bambino si consolida gradualmente e si arricchisce sempre più di sensazioni ed emozioni profonde che favoriscono nel bambino il passaggio dal suo bisogno di cure al grande desiderio di essere accudito. Importante è la dolcezza nei gesti, movimenti teneri e delicati che esprimono interesse e attenzione nei suoi confronti. L’adulto che interagisce con il bambino spiega quello che sta facendo, per i più piccoli per sostenere lo sviluppo del linguaggio, per i più grandi per sostenere l’autonomia incoraggiando a fare da solo. Il cambio viene effettuato come routine 3 volte al giorno ma può avvenire ogni qual volta lo si ritiene necessario. Le educatrici accompagnano a piccoli gruppi i bambini in bagno e, mentre una di loro si occupa del cambio, l’altra intrattiene il resto del gruppo.

3. Il pasto

Oltre a soddisfare il bisogno della fame, viene vissuto come momento di condivisa convivialità. Questa routine assume una triplice valenza educativa: imparare ad avere un buon rapporto con il cibo, riuscire ad istaurare scambi comunicativi tra coetanei ed acquisire pian piano la capacità di sviluppare la propria autonomia nel “saper mangiare da solo”. La relazione con il cibo coinvolge aspetti affettivi, sociali e cognitivi, perciò le modalità con cui questa relazione viene proposta al bambino e si sviluppa, incidono sulla qualità della relazione.

Nel periodo della fase orale l’educatore tollera il pasticciare con il cibo, in quanto la conoscenza del mondo delle cose avviene attraverso la bocca. In questo modo si sperimentano sensazioni tattili, olfattive, gustative, visive e di manipolazione.

Con i bambini più grandi che hanno già esperienza di manipolazione del cibo e sanno già usare il cucchiaio e la forchetta, si cercherà di consolidare abilità di coordinazione oculo-manuale.

Il momento del pasto inoltre offre stimolazioni linguistiche, in quanto costituisce la situazione giusta per fissare il nome degli oggetti e degli alimenti.

4. il sonno

determina una delle tappe più importanti del vissuto del bimbo al nido. E’ un momento molto delicato che permette al bambino di rielaboare e assimilare le esperienze quotidiane, anche attraverso il sonno la fiducia che il bambino ripone nell’adulto assume un carico di valenze intime e affettive molto profondo. E’ importante che questa delicata situazione sia mediata da processi sempre uguali e da eventuali oggetti transizionali che offrono al bambino la rassicurazione necessaria per “lasciarsi andare”.

L’ambiente predisposto per questa routine è caratterizzato dall’affiancamento delle cullette per i più piccoli e dei materassini per i più grandi; tale disposizione favorisce il contatto fisico e gli scambi affettuosi sia con le educatrici che con i compagni.

I lattanti sono accompagnati singolarmente nella stanza delle ninne mentre i più grandi raggiungono il loro spazio sonno a piccoli gruppi e tutti contemporaneamente si preparano al sonnellino pomeridiano. Il sonno è un momento delicato ed è importante che possa attuarsi nel rispetto dei ritmi individuali (rituali di addormentamento di ogni bambino). L’educatrice ha un ruolo partecipativo e cerca di creare all’interno del gruppo un clima di intimità stando seduta tra loro e parlando a voce bassa.

Il risveglio avviene in maniera spontanea, la costante presenza dell’educatrice nella stanza del sonno garantisce in ogni momento un clima accogliente e rassicurante per tutti i bambini.

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LA STRUTTURAZIONE DELLA GIORNATA

Le attività strutturate vengono programmate annualmente, mensilmente e settimanalmente dallo staff educativo.

 

Ore  7.30 - 9.00          entrata, accoglienza, gioco libero l’angolo del buongiorno e delle coccole

Ore  9.30 - 9.45          divisione in gruppi e colazione

Ore 10.00 – 11.30      attività strutturate: canto, fiabe, psicomotricità, musica, gioco euristico, gioco  simbolico, gioco libero/giardino

Ore 10.45 – 11.00      cambio ranocchiette canterine

Ore 11.00 – 11.15      cambio polipetti marini

Ore 11.45                   pappa “ranocchiette canterine”

Ore 12.00                   pappa “polipetti”,“folletti” e “maghetti”

Ore 12.30                   nanna “ranocchiette”

Ore 13.15                   nanna “polipetti” e “folletti”

Ore 15.30                   prima uscita (part-time)

Ore 16.00                   merenda

Ore 16.30 - 17.30       attività strutturate: pittura, collage, costruzione, creazioni, manipolazione

Ore 17.45  gioco libero, giochi di gruppo, animazione, travestimento, drammatizzazione, musica ecc.

Ore 19.00                   arrivederci a domani!

N.B. Tutti gli orari indicati nella strutturazione della “giornata tipo” sono da considerarsi assolutamente flessibili in funzione delle reali esigenze di tutti i bambini.

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LE ATTIVITA’ PER I BAMBINI

Sezione ranocchiette canterine

Considerato il bisogno dei bambini di questa età, si propongono esperienze tattili, esplorative e sensoriali al fine di “far sentire”, stimolare la curiosità e aumentare la capacità percettiva. Le attività proposte sono anche finalizzate allo sviluppo senso-motorio. L’arredo della sezione e l’allestimento di angoli sono finalizzati a favorire l’equilibrio nella posizione eretta e i primi passi autonomi.

La proposta di oggetti e giocattoli vari stimola la curiosità e la capacità percettiva dei bambini: i materiali sia strutturati sia poveri offerti in cesti o lasciati sui materassini sono ben visibili e soprattutto a portata di mano affinché il bambino possa raggiungerli, afferrarli, toccarli, manipolarli, soddisfare perciò il suo forte bisogno di conoscere.

Sezione polipetti marini

Per i bambini appartenenti a questa sezione sono previste attività e materiali più strutturati. Le attività proposte e la strutturazione degli spazi sono finalizzate a favorire un miglior equilibrio, la deambulazione autonoma e coordinata nei movimenti, maggiore sicurezza nei movimenti e maggiore consapevolezza nel muoversi nell’ambiente sezione. L’arredo della sezione e l’allestimento di angoli concorre inoltre allo sviluppo del senso di appartenenza e sviluppa l’autonomia personale. Le attività grafico pittoriche vengono proposte su fogli di grande dimensione in modo da sviluppare gradualmente la coordinazione oculo- manuale. Sono previsti angoli gioco per stimolare la socializzazione e angoli per lo sviluppo del senso logico.

La proposta di oggetti e giocattoli vari stimola la curiosità e la capacità percettiva dei bambini. l’arredo presente è “a misura di bambino”, ed è per questo facilmente accessibile da ognuno di loro, per cui il bambino potrà autonomamente prenderli, toccarli, giocare, manipolarli ed iniziare a condividerli con i coetanei.

Per i bambini di questa età sono previste attività diversificate.

Vengono via via affinate certe capacità e le conoscenze aumentano rapidamente. Si presentano materiali da manipolare come: impasti con acqua e farine colorate, colla, carta da strappare e da accartocciare, colori a dito per le impronte delle mani e dei piedi….

E’ sempre importante l’aspetto linguistico e verbale con la denominazione degli oggetti e la lettura di immagini con grandi e piccole illustrazioni. Si favorisce l’attenzione con l’ascolto di canzoncine, racconti e fiabe.

Le attività vengono svolte anche a piccoli gruppi, specialmente quando i materiali da usare sono ancora nuovi per i bambini. l’interesse verso l’ambiente e i coetanei è sempre maggiore anche se il rapporto con l’adulto ha un valore predominante.

Sezione folletti birichini

La conoscenza e l’uso di tutto il corpo, l’affinamento della manualità, lo sviluppo del linguaggio, il potenziamento delle capacità cognitive e logiche sono costanti che caratterizzano le attività che si svolgono con i bambini di questa età

Si raccontano storie con e senza illustrazioni e le si drammatizzano.

Si prediligono le attività come costruire-smontare, disegnare, accartocciare, riempire e svuotare diversi contenitori, scoprire le differenze degli oggetti, mettere in serie, infilare e fare pile, far rotolare e mettere in equilibrio, far correre gli oggetti a ruote….travasi con pasta di diverse forme e dimensione, riso, farina gialla, farina bianca, semolino…..

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LABORATORI ATTIVATI NELL’A.S. 2010/2011

Per l’a.s. 2010/2011 sono previsti i seguenti laboratori:

Laboratorio grafico-pittorico-plastico

Si propone di stimolare la sensibilità creativa dei bambini, offrendo loro uno spazio in cui esprimersi liberamente. Il programma si avvale di diverse tecniche artistiche per favorire il bambino nel suo percorso espressivo e cognitivo. Si parte dalla sperimentazione dei diversi materiali artistici (tempere, gessetti, acquarelli, carta pesta, crete) e dai diversi materiali di recupero (scatole, stoffe, bottiglie) per arrivare alla produzione di lavori liberi o strutturati come la creazione e raffigurazione di fiabe. Il bambino in questo modo comincerà a conoscere i colori e i diversi modi di colorare.

Laboratorio di psico-motricità

Si propone di favorire lo sviluppo psico-fisico del bambino con l sue abilità motorie e capacità di apprendimento. Questo laboratorio consente al bambino di esplorare attraverso il movimento, prestare attenzione a sensazioni e percezioni, rapportarsi agli altri bambini, al tempo, allo spazio e così prendere coscienza di se stesso e del mondo circostante. Sono previsti giochi di movimento realizzati attraverso l’uso della musica, di percorsi nello spazio e di materiali particolari (cerchi, corde, panche).

Laboratorio di narrazione/drammatizzazione

Consente ai bambini di comunicare attraverso le varie forme di espressione utilizzando anche la dimensione fantastica. Si parte dal racconto e dalla drammatizzazione di fiabe note e non note, per approdare progressivamente all’invenzione, la trasformazione e la rappresentazione di nuove storie da parte del gruppo. L’animazione teatrale permette di fare giochi di identificazione di ruoli e personaggi, “facciamo finta che io ero….e che tu eri….”, il travestimento e la trasformazione creativa dello spazio e degli oggetti.

Laboratorio di cucina

Il laboratorio di cucina e gastronomico permette di creare semplici ricette che rendono protagonista il bambino di un divertimento che quasi sempre è di esclusiva dell’adulto. Oltre al piacere di assaggiare cibi fatti da loro stessi, i bambini, giocando, imparano a conoscere misure, quantità, sapori e colori dei diversi alimenti. Le attività gastronomiche di manipolazione, preparazione, cottura, e consumo, aiutano i bambini a far scorgere loro il rapporto tra cibo, corpo e cultura. L’educatrice accompagnerà il bambino dalla preparazione in sezione alla cottura in cucina, impareranno a conoscere misure, quantità e qualità degli alimenti utilizzando anche il senso tattile e l’olfatto, assaggeranno i cibi, impareranno a discriminare i sapori primari ed infine a comunicare le proprie preferenze alimentari.

Laboratorio di manipolazione

Nel laboratorio di manipolazione il bambino sviluppa le capacità manipolative, la coordinazione occhio – mano e la concentrazione e creatività attraverso la conoscenza di nuovi materiali come ad esempio il sale, la farina, il riso, la pasta di sale, il didò, il collage, carta di diverso tipo. Il bambino imparerà ad utilizzare diverse tecniche conoscendo nuovi strumenti che imparerà ad abbinare secondo combinazioni logiche.

Laboratorio musicale

Il laboratorio musicale favorisce l’educazione dell’udito. Il bambino entra in contatto con diversi strumenti musicali, li osserva, ascolta il suono che producono sviluppando in questo modo le capacità di concentrazione ed ascolto.

Al bambino verrà consegnato uno strumento che potrà utilizzare sia liberamente per produrre suoni in maniera autonoma, sia attraverso l’aiuto dell’educatrice che cercherà di guidarli alla riproduzione di suoni ben definiti ( pioggia, vento, temporale….) si utilizzeranno materiali poveri per costruire semplici strumenti musicali che porteranno il bambino ad esplorare il mondo sonoro, utilizzando adeguatamente anche la propria voce. Con l’aiuto di filastrocche canzoncine, l’educatore porterà il bambino alla consapevolezza che la voce può essere “bassa” o “alta”, prendendo consapevolezza della propria produzione sonora.

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IL VALORE DELLE DIFFERENZE

Qualsiasi iniziativa per la valorizzazione delle differenze deve muovere dalla considerazione delle

differenze come costitutive della persona e delle culture.

Le persone sono uguali nel senso che hanno tutte la stessa dignità ma sono anche diverse in

quanto unicità irripetibili.

Il nostro modello pedagogico è quello di una pedagogia della relazione contrassegnata dai valori del rispetto dell’altro, del dialogo, dell’accettazione, del confronto, dello scambio e della collaborazione. Sono questi i valori di un’educazione interculturale.

Intercultura è considerare e pensare che ci sono altri modi rispetto ai nostri , altre visioni.

Questa idea dell’intercultura richiede agli educatori la capacità di decentrarsi dai propri schemi di riferimento, l’essere flessibili dal punto di vista cognitivo e relazionale.

Il progetto educativo del nido accoglie le differenze e le culture di cui sono portatori i bambini e i loro genitori e dà a queste valore e spazi di espressione.

Per farlo organizza intenzionalmente un ambiente- contesto che favorisce i processi di autonomia e autoregolazione da parte dei bambini , personalizza le routines e le attività, presta attenzione ai differenti stili percettivi e cognitivi dei bambini. Educa i bambini alla socialità, alla capacità di stabilire e mantenere relazioni con gli altri costruttive e gratificanti fatte di negoziazioni e condivisioni, di scoperta di altri punti di vista rispetto al proprio valorizzando, ad esempio, le potenzialità cognitive e relazionali del gioco simbolico e dei conflitti tra i bambini.

Ricerca la partecipazione attiva delle famiglie al progetto educativo valorizzando il contributo, il sapere e la cultura dei genitori. Cura intenzionalmente la comunicazione e la relazione con i genitori mediante incontri e strumenti di comunicazione e documentazione.

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LE INIZIATIVE PER LA VALORIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE

Fatto salvo quanto affermato in ordine al valore delle differenze accade che la presenza di bambine e bambini “stranieri” nelle scuole rappresenti l’evento che fa scattare l’interesse per le tematiche legate all’educazione interculturale.

Il rapporto con la famiglia proveniente da cultura diversa ha inizio con il colloquio preliminare e le assemblee di sezione: sono momenti di conoscenza reciproca e terreno su cui si costruiscono le basi per un rapporto di stima e fiducia. Al fine di favorire l’integrazione dei bambini “stranieri” il nido pone importanza al valore della accoglienza, nella comunicazione chiara e puntuale, nell’utilizzo dei linguaggi non verbali, nell’assunzione di un atteggiamento di ascolto e disponibilità nel fornire le informazioni e allo stesso tempo nel rispetto e nell’interesse di conoscere le diverse culture.

La differenza e la diversità sono concepite come criterio valoriale, come risorsa nella consapevolezza delle specificità culturali.

Il nido d’infanzia diviene il primo luogo di incontro e di confronto, nel quale i genitori stranieri possono uscire da una condizione di isolamento e di solitudine.

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LE INIZIATIVE A FAVORE DEI BAMBINI IN SITUAZIONE DI HANDICAP

Il nido d’infanzia accoglie tutti i bambini, anche quelli che sono in situazione di handicap grave o

che presentano, comunque, disagi e difficoltà più o meno intense di adattamento e di apprendimento.

Per essi, oltre che un diritto sociale e civile, costituisce una opportunità educativa molto efficace. La presenza nel nido di bambini in situazione di handicap o di disagio, tuttavia, è fonte di una dinamica di rapporti e di interazioni così unica e preziosa da costituire, a sua volta, una significativa e rilevante occasione di maturazione per tutti. Grazie a questa presenza, infatti, non solo ogni bambino impara a considerare ed a vivere la diversità come una dimensione esistenziale e non come una caratteristica emarginante, ma è stimolato a ricercare inedite soluzioni relazionali, comunicative, didattiche ed organizzative che vanno a vantaggio di tutti perché ampliano gli orizzonti di possibilità disponibili a questi diversi livelli.

L’osservazione attenta e puntuale, il riconoscimento e l’accoglienza del bambino in situazione di handicap e/o disagio, il confronto con il coordinamento pedagogico, gli incontri con i referenti dell’A.S.L, gli incontri con i genitori, la verifica in itinere del lavoro svolto sono le modalità privilegiate affinché avvenga l’integrazione in un contesto di autentica relazione.

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LA PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE

Riflessione, confronto, dialogo costruttivo, verifica del lavoro svolto sono processi fondamentali che si attivano non solo negli incontri fra operatori del nido, ma anche nei momenti deputati all’incontro con le famiglie: Assemblee generali, incontri di sezione, Colloqui...

Compito degli educatori è soprattutto quello di attivare tre presupposti basilari per una buona relazione con le famiglie: la collaborazione, la condivisione, la partecipazione, che permettono e alimentano il piacere di lavorare insieme attorno ad un progetto comune a favore del benessere dei bambini, dei genitori e degli operatori del nido. La relazione quotidiana e il confronto aiutano i genitori a sentirsi parte importante di un gruppo e partecipanti attivi alla vita del nido.

In ogni occasione di incontro si sta insieme, si parla dei propri figli partendo dalle piccole cose di tutti i giorni, da un fatto accaduto, da una nuova conquista, per condividere situazioni ed emozioni legate all’essere genitore, condivisioni che aiutano a colmare le ansie, ad affrontare le difficoltà quotidiane con maggiore serenità nella consapevolezza che non si è soli nell’affrontare il processo di crescita dei propri figli.

Ne sono un chiaro esempio tutti i momenti riservati alla partecipazione delle famiglie a partire da quelli connessi alla gestione sociale:

Colloquio preliminare

E’ il primo vero momento di conoscenza tra i genitori e il coordinamento pedagogico, poiché si svolge in modo individualizzato in uno spazio e in un tempo destinato alla singola famiglia. Di norma precede l’inserimento e serve per ‘raccogliere’ tutte le informazioni relative al bambino (abitudini, interessi, allergie….) utili alle educatrici per predisporre nel miglior modo possibile l’accoglienza e l’inserimento del bambino al nido; nel colloquio si comunicano anche varie informazioni tecniche sul servizio ( gli orari, il corredo necessario…).

Colloqui individuali

Si tratta di incontri realizzati su iniziativa degli educatori o su richiesta dei genitori. Hanno lo scopo di realizzare una comunicazione ed una relazione Nido - famiglia contrassegnata dalla collaborazione, dalla corresponsabilità educativa, dalla ricerca di un’alleanza educativa in cui i reciproci saperi si confrontano e si concordano linee e strategie educative. I colloqui vengono preparati mediante la condivisione all’interno dell’èquipe educative dei contenuti e delle modalità di conduzione , anche predisponendo materiali documentari. Si differenziano dal colloquio preliminare per la finalità che lo sottende: le educatrici incontrano la famiglia per ‘restituirle’ l’immagine del bambino all’interno del gruppo. È il momento in cui si apre il confronto sui traguardi e sulle autonomie raggiunte e da raggiungere, creando le condizioni per collaborare insieme a favore della crescita e dello sviluppo del bambino; ognuno (nido e famiglia) per compiti e ruoli che gli sono propri.

Assemblea generale

E’ formata dal collettivo e dai genitori dei bambini frequentanti, all’assemblea può partecipare anche il coordinamento pedagogico. L'assemblea discute e verifica il progetto educativo presentato dal collettivo e rappresenta la struttura primaria dell’incontro tra nido e famiglia. Viene convocata due volte all’anno.

Assemblea di sezione ( incontro di sezione)

E’ rivolta ai genitori dei bambini frequentanti lo stesso gruppo- sezione ed è condotta dai rispettivi educatori. L’obiettivo principale è una corretta e costante informazione sulla programmazione e sul progetto educativo del gruppo-sezione, sui problemi psicopedagogici correlati all’età, sulle scelte metodologiche e sulle singole attività. In preparazione dell’incontro gli educatori o gli insegnanti approntano la documentazione per i genitori (relazioni, videoregistrazioni, diatape, disegni, pitture, etc.) in modo da facilitare la comprensione del contesto educativo.

Si realizzano tre incontri all’anno.

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LA PROGETTAZIONE PEDAGOGICA E LA PROGRAMMAZIONE

Per programmazione si intende la redazione, da parte del team degli educatori di sezione di un documento che serve come guida all’azione e che definisce e analizza il contesto, identifica gli obiettivi che si intende perseguire, precisa i beneficiari dell’intervento, il modello dell’intervento e le attività che verranno svolte, la valutazione, i mezzi e le risorse. Viene discussa con la coordinatrice pedagogica e da lei approvata,  presentata alle famiglie in occasione del primo incontro di sezione. Programmare al nido significa dunque mettere a punto un percorso educativo; predisporre strategie e tecniche educative volte a produrre cambiamenti e miglioramenti e a sostenere lo sviluppo del singolo bambino e del gruppo. La programmazione è un utile strumento di lavoro che aiuta ad evitare l’improvvisazione nel lavoro quotidiano con i bambini. Si tratta di osservare i bambini, di essere attenti al rispetto dei loro tempi di apprendimento, di conoscerne le caratteristiche evolutive e di ponderare sulle scelte di cosa offrire e come offrilo, in quali tempi e con quale durata, tale da raggiungere certi traguardi (in ordine alle competenze sociali, cognitive, affettive, motorie..).

Incontri con il coordinamento pedagogico

Si realizzano su iniziativa dei coordinatori pedagogici o su richiesta degli educatori. Sono finalizzati all’indirizzo e al sostegno al lavoro degli operatori, alla definizione di ipotesi interpretative e di intervento rispetto a singoli casi e/o situazioni problematiche, alla valutazione della programmazione e alla elaborazione di eventuali correzioni o aggiustamenti, alla preparazione dei colloqui con le famiglie. Gli operatori, in preparazione degli incontri, predispongono materiali informativi relativi ai bambini sui quali verte il confronto.

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MONITORAGGIO E AUTOVALUTAZIONE DEL PROGETTO

L’attività di monitoraggio e autovalutazione quadrimestrale effettuata da psicologi e pedagogisti, viene concordata con il responsabile del nido.

L’impianto sistemico dell’attività d’autovalutazione del progetto si compone di quattro aree:

valutare la rispondenza e l’opportunità del programma educativo alle esigenze del cliente

valutare l’efficienza e l’efficacia del progetto, e cioè la sua capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati

valutare l’evolversi reale del progetto nell’intreccio dei processi di apprendimento (bambini), educativi (educatori), e organizzativi (responsabili)

valutare i risultati intermedi e conclusivi, ossia i prodotti in termini di cambiamenti (incrementi delle capacità di tipo cognitivo, unitamente a quelle motorie, relazionali e linguistiche), sviluppo di abilità, di professionalità e di funzionamento organizzativo ed educativo.

Per consentire il processo di autovalutazione sarà eseguito un monitoraggio costante del progetto con i seguenti strumenti:

schede di autovalutazione sull’andamento del servizio (compilate con frequenza mensile dagli operatori)

compilazione bimestrale, da parte degli educatori di sezione, delle schede di osservazione relative alle Aree di Sviluppo in relazione al raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto educativo.

incontri di valutazione a cadenza mensile di tutto lo staff del progetto

incontri a cadenza bimensile con i genitori

Si prevede inoltre, un’osservazione costante e formalizzata dei bambini inseriti al fine di poter adeguare l’intervento educativo sul singolo e sul gruppo rispetto alle esigenze reali.

L’attività di osservazione prevede per ogni bambino:

un quaderno di inserimento (su cui annotare abitudini e vissuto familiare, informazioni ricevute dal primo e dai successivi colloqui con la famiglia)

schede di osservazione strutturate per scandire le esperienze quotidiane del bambino

schede di osservazione per monitorare i livelli di padronanza raggiunti da ogni bambino in relazione alle Aree di Sviluppo

diario della storia scolastica del bambino/classe

dossier fotografici, audio e filmati autorizzati dai genitori

Saranno attivati, inoltre, momenti di confronto con altre strutture per l’infanzia al fine di confrontare metodologie, risultati, strumenti e professionalità.

Il monitoraggio e l’autovalutazione del lavoro rappresentano anche possibilità e opportunità di confronto e dialogo tra operatori e fra operatori e famiglie.

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FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO

Tutto lo staff educativo partecipa annualmente ai corsi di aggiornamento specifici.

I corsi sono tenuti da psicologi, pedagogisti e vertono sui temi e sui punti deboli emersi durante le fasi di monitoraggio e su argomenti specifici di pedagogia e psicologia.

Gli argomenti degli ultimi corsi di aggiornamento sono stati:

metodologie educative (rimprovero e punizione: qual è la funzione educativa?)

la programmazione annuale-settimanle-giornaliera

la strutturazione della giornata

innovazioni sulle strategie pubblicitarie

mantenimento della qualità del servizio.

 

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